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02/04/2024 - Gazzetta del Sud
Riconversione centrale elettrica, preoccupante immobilismo

gp SAN FILIPPO DEL MELA L'obiettivo e salvare l'investimento da quasi 500 milioni di euro che A2a avrebbe dovuto fare sul territorio messinese e che invece per il momento è in stand by a seguito di nuove dinamiche di mercato che renderebbero quell'intervento inutile, perché poco produttivo. Per tale ragione la Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall'insularità, presieduta dal parlamentare messinese Tommaso Calderone ha deciso, dopo aver sentito il mese scorso a Roma i rappresentanti della multiutilitylombarda, di convocare in audizione anche i vertici di Axera e di Terna per avere delucidazioni in merito alle voci che collegherebbero il disimpegno di A2a al fatto che Tema, principale acquirente, non sia più interessata alla produzione di energia elettrica da parte della Centrale di San Filippo del Mela. In buona sostanza gli investimenti - che dovrebbero essere attuati e che hanno avuto il via libera con notevole ritardo da parte della Regione - adesso sono legati molto alle dinamiche del mercato dell'energia. Un quadro che si lega all'iniziale previsione di intervento per il sito di San Filippo del Mela e che ora ha subìto d modifiche rilevanti. Al punto tale che oggi la Life Company A2A ha necessità di verificare se la riconversione è sostenibile anche dal punto di vista industriale. A sperare in un positivo esito della vicenda amministratori locali e sindacati. In particolare il sindaco di San Filippo del Mela, Gianni Pino, spera chele barriere che sarebbero state poste da Terna all'acquisto dell'energia possano essere superare. L'obiettivo è far sì che presso la Centrale di San Filippo si possa confermare un percorso «finalizzato non solo salvaguardare i posti di lavoro-afferma-ma anche a garantire sviluppo pulito ad un territorio che per oltre 50 anni è stato costretto a subire i danni dell'inquinamento». La questione è attenzionata anche a Palermo a seguito dell'interrogazione presentata, sempre il mese scorso dal deputato regionale di "Sud chiama Nord", Alessandro De Leo, il quale ha chiesto al presidente Schifa ni «notizie sull'iter autorizzativo per l'installazione del nuovo ciclo combinato negli impianti di Archi, che consentirebbe di utilizzare gas naturale in sostituzione dell'olio combustibile denso». «Dopo il via libera dal ministero dell'Ambiente tutto si è fermato - afferma De Leo - e ciò crea preoccupazione tra i lavoratori della centrale e dell'indotto ma anche nel territorio. Ecco perché occorre uscire dal silenzio e dare certezze circa il processo di transizione energetica dell'impianto, con gli investimenti connessi e le conseguenti prospettive di tenuta occupazionale». RIPRODUZIONE RISERVATA.